In Distilleria2018-08-13T16:35:27+00:00

“L’avvenire è la porta, il passato ne è la chiave”

V. Hugo

 

Tre sono i punti chiave in distilleria:

1. Qualità, Selezione, Tecnologia, Tempistica: Nel trasformare la vinaccia, il frutto, il vino in un distillato che rispecchi integralmente l’origine, i profumi e gli aromi.

Tre sono i punti chiave in distilleria:

1. Qualità, Selezione, Tecnologia, Tempistica: Nel trasformare la vinaccia, il frutto, il vino in un distillato che rispecchi integralmente l’origine, i profumi e gli aromi.

2. Materia Prima: Rigorosamente regionale, gran parte prodotta in azienda: vinaccia, mele cotogne, ribes, sambuco, sorbo dell’uccellatore e vino.

3. La Purezza: Lavoriamo per ottenere un distillato che rispecchi integralmente l’origine e proposto a 45°-48° alcolici, secondo storia e tradizione che contraddistinguono il territorio dolomitico. L’unico “ingrediente” esterno aggiunto è infatti l’acqua, utilizzata per abbassare il grado alcolico in post-distillazione (prossimo ai 70°-75°). Acqua di fonte (Surgiva) che sgorga da una roccia granitica (l’Adamello) poverissima di sali minerali, e ideale per diluire i distillati.

3. La Purezza: Lavoriamo per ottenere un distillato che rispecchi integralmente l’origine e proposto a 45°-48° alcolici, secondo storia e tradizione che contraddistinguono il territorio dolomitico. L’unico “ingrediente” esterno aggiunto è infatti l’acqua, utilizzata per abbassare il grado alcolico in post-distillazione (prossimo ai 70°-75°). Acqua di fonte (Surgiva) che sgorga da una roccia granitica (l’Adamello) poverissima di sali minerali, e ideale per diluire i distillati.

La separazione dei vinaccioli

Dopo una lunga esperienza maturata su un impianto a bagnomaria modello Zadra e dopo frequenti visite a “colleghi” distillatori in Austria, Svizzera, Germania e Francia, nel 1992 parte la progettazione dell’attuale impianto di distillazione che combina il metodo a bagnomaria con degli accorgimenti che permettono di arrivare all’obbiettivo cardine: purezza e pulizia assoluta del distillato finale. Il procedimento di separazione dei vinaccioli dalle vinacce consente di migliorare la qualità della grappa.

Dopo una lunga esperienza maturata su un impianto a bagnomaria modello Zadra e dopo frequenti visite a “colleghi” distillatori in Austria, Svizzera, Germania e Francia, nel 1992 parte la progettazione dell’attuale impianto di distillazione che combina il metodo a bagnomaria con degli accorgimenti che permettono di arrivare all’obbiettivo cardine: purezza e pulizia assoluta del distillato finale. Il procedimento di separazione dei vinaccioli dalle vinacce consente di migliorare la qualità della grappa.

“La Grappa è una cosa seria.

È come la Pizza e la Pasta: la Grappa rappresenta l’Italia nel Mondo

Mario Pojer

L’automazione e il controllo elettronico delle temperature consente di ottimizzare la ripetitività del processo senza intercorrere in errori umani. Un ciclone antischiuma consente di lavorare senza tensioattivi aggiunti su materie prime che tendono a schiumare durante la distillazione.

Esperienza

+

Innovazione

=

Eccellenza

Un filtro di marmo di Carrara (carbonato di calcio) consente di fissare la solforosa prodotta dai lieviti durante la fermentazione. La condensazione frazionata riesce a ridurre il contenuto di aldeide acetica (odore di erba verde).

La qualità nasce passo dopo passo e non improvvisando

L’insieme di tutte queste innovazioni, la qualità della vinaccia (pressata in assenza di ossigeno) e i tempi strettissimi impiegati per trasformare la materia prima in distillato, consentono di ottenere delle grappe straordinarie.
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